Un orologio misura il tempo. Per costruirlo, invece, di tempo ne serve molto.
Serve per progettare un movimento, realizzare ogni componente, assemblarlo, calibrarlo. E poi c’è quello dedicato alle finiture, quando la precisione della tecnologia incontra il lavoro della mano.
È in questo equilibrio che nasce Inceptum, brand indipendente di orologeria Made in Italy fondato nel 2022 da Alessandro Metelli e Andrea Abeni. Entrambi dottorandi e ricercatori presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università degli Studi di Brescia, hanno trasformato competenze tecniche, ricerca e passione per l’orologeria in un progetto che guarda alla tradizione artigiana italiana e all’arte orologiera della prima metà del Novecento.
Alla quarta edizione di The Essence of Craft, Alessandro e Andrea hanno raccontato proprio questo incontro: quello tra ingegneria e manualità, tra ciò che può essere progettato con estrema precisione e ciò che continua ad aver bisogno della mano.

Indice

Dall’ingegneria all’orologeria
La storia di Inceptum parte da due mondi che, osservati da vicino, sono meno distanti di quanto possano sembrare.
Da una parte ci sono l’ingegneria meccanica, la ricerca, la progettazione e la capacità di misurare. Dall’altra un mestiere antico, fatto di componenti minuscoli, lavorazioni attente e una precisione che da sempre appartiene all’orologeria.
Alessandro e Andrea hanno fatto incontrare queste due dimensioni all’interno dei propri laboratori.
Qui Inceptum progetta, prototipa, costruisce, assembla e calibra i propri orologi. Movimento, cassa, sfere e quadranti vengono realizzati combinando tecniche di produzione all’avanguardia e finiture manuali.
Il processo diventa così parte dell’identità del prodotto. Conoscere ciò che accade all’interno di un orologio, progettarne le parti e seguirne direttamente la realizzazione permette di costruire un linguaggio riconoscibile, che parte della tecnica ma non si esaurisce lì.

Epsilon, quando l’ingegneria diventa identità
Questa contaminazione si ritrova anche nei dettagli.
Epsilon nasce come il primo orologio italiano di forma con un movimento anch’esso di forma. Il nome prende ispirazione dal diagramma Sigma–Epsilon, che descrive il rapporto tra sforzo e deformazione: un concetto ingegneristico diventato parte dell’identità del progetto.
Un riferimento tecnico che esce dai libri e dai laboratori di ricerca per entrare nell’identità stessa dell’orologio.
È una scelta che racconta bene Inceptum. L’ingegneria non rimane nascosta dietro il prodotto, ma diventa parte del modo in cui il brand pensa, progetta e racconta ciò che realizza.
Anche il nome, quindi, porta con sé un pezzo della storia di chi quell’orologio lo ha immaginato.

La precisione passa ancora dalle mani
La tecnologia permette di raggiungere livelli di precisione sempre maggiori. Ma, per Alessandro e Andrea, questo non elimina il valore del gesto artigianale.
Lancette, numeri, ruote e cassa vengono lavorati e rifiniti con attenzione. Satinature, bisellature, perlage e Côtes de Genève riportano il processo alla dimensione della mano, dove anche un dettaglio quasi impercettibile contribuisce al risultato finale.
È qui che Inceptum sintetizza il proprio modo di intendere il mestiere: la tecnologia permette di creare, la mano permette di perfezionare.
Una frase semplice, che racconta però un rapporto molto contemporaneo con l’artigianato.
La macchina e la mano non occupano due mondi opposti. Una permette di progettare e produrre con precisione, l’altra interviene dove esperienza, sensibilità e attenzione fanno ancora la differenza.

Innovare senza perdere il mestiere
Il percorso di Inceptum continua oggi nella direzione di una produzione sempre più autonoma.
Con il nuovo calibro di manifattura I-02, il brand porta avanti la ricerca di un’identità propria anche nella costruzione del movimento. Nel materiale presentato a The Essence of Craft, Alessandro e Andrea descrivono questa evoluzione come un modo di intendere il craft in cui innovazione, precisione e manualità fanno parte dello stesso processo.
È un passaggio importante perché racconta anche l’ambizione che accompagna il progetto: aumentare progressivamente il controllo su ciò che viene realizzato, sviluppando internamente competenze e soluzioni.
In questo percorso, innovare non significa allontanarsi dalla tradizione orologiera. Significa avere gli strumenti per interpretarla con un linguaggio proprio.

Costruire il tempo
Sul palco di The Essence of Craft 2026, Alessandro Metelli e Andrea Abeni hanno portato una forma di artigianato in cui ricerca, tecnologia e lavoro manuale convivono nello stesso oggetto.
Dietro un orologio Inceptum ci sono progettazione e calcoli, prototipi e lavorazioni. Poi arrivano l’assemblaggio, la calibrazione e quelle finiture che richiedono ancora attenzione, esperienza e mani capaci di riconoscere il dettaglio.
Forse è proprio questa la parte più interessante del loro progetto: non scegliere tra tecnologia e artigianato.
Usare entrambe.
Per progettare con precisione, costruire con competenza e continuare a dare valore a ciò che nessuna macchina può rendere completamente automatico.
Inceptum lo riassume in poche parole: innovare senza perdere il mestiere.







