Quando un prodotto arriva nelle nostre mani, gran parte della sua storia è già accaduta.
Prima ci sono stati i materiali, le lavorazioni, il packaging. Ci sono stati processi, persone e decisioni prese lungo una catena del valore che difficilmente vediamo, ma che contribuisce a definire ciò che quel prodotto rappresenta.
È da qui che parte il lavoro di Philipp Skal, Head of Sustainable Operations & Products presso Swarovski e Main Maker della quarta edizione di The Essence of Craft.
Con quasi 25 anni di esperienza nei settori della moda, della gioielleria e del lusso, Philipp lavora da tempo nel punto in cui sostenibilità, innovazione e prodotto si incontrano. In Swarovski si occupa oggi di creare un’esperienza cliente più sostenibile attraverso prodotti e packaging e di contribuire alla costruzione di operazioni resilienti ed efficienti lungo l’intera catena del valore.
Sul palco di The Essence of Craft ha portato quindi uno sguardo diverso sul concetto di craft: quello che invita a osservare un prodotto partendo da tutto ciò che è stato necessario per realizzarlo.

Indice

Guardare oltre il prodotto finito
Nel mondo del lusso, il prodotto è sempre stato al centro. La qualità dei materiali, l’estetica, la lavorazione e l’esperienza che riesce a creare sono parte del suo valore.
Ma cosa succede quando allarghiamo lo sguardo?
Dietro un oggetto ci sono molte più scelte di quelle immediatamente visibili. La selezione dei materiali, il modo in cui viene prodotto, ciò che lo protegge e lo accompagna fino al cliente. Ogni passaggio entra a far parte di un sistema più grande.
Il lavoro di Philipp parte proprio da questa visione. In Swarovski, prodotti e packaging fanno parte della costruzione di un’esperienza cliente più sostenibile, mentre lo sguardo si estende contemporaneamente alle operations e all’intera catena del valore.
La sostenibilità smette così di essere qualcosa che riguarda soltanto il risultato finale. Entra nel processo.

Quasi 25 anni tra moda, gioielleria e lusso
Quella di Philipp è una prospettiva maturata attraverso quasi 25 anni di esperienza.
Il suo percorso professionale attraversa moda, gioielleria e lusso, con diversi ruoli legati alla sostenibilità, all’innovazione e alla gestione responsabile del prodotto. Nel tempo ha contribuito anche al lavoro di Avery Dennison, dell’Higg Index e alla prima pubblicazione del Future-Fit Business Benchmark.
Esperienze diverse che hanno un punto in comune: provare a capire come i principi della sostenibilità possano entrare realmente nelle decisioni di un’organizzazione.
Un percorso che continua oggi in Swarovski, dove Philipp ha contribuito allo sviluppo della Strategia di Sostenibilità 2030.
Ed è forse proprio questa esperienza trasversale a rendere interessante il suo punto di vista. Perché parlare di sostenibilità significa inevitabilmente confrontarsi con la complessità: quella di un prodotto, dei processi che lo rendono possibile e delle tante decisioni che avvengono prima che arrivi al cliente.

La sostenibilità passa dalle scelte
Obiettivi, strategie, numeri. Sono spesso questi gli strumenti attraverso cui raccontiamo la sostenibilità.
Quando si entra nel prodotto, però, tutto diventa molto concreto.
Quali materiali utilizzare. Come pensare il packaging. Come rendere più efficienti le operations. Come costruire una catena del valore capace di essere più resiliente.
Sono domande che riguardano fasi diverse, ma che finiscono per influenzarsi a vicenda. Cambiare una componente può significare ripensare un processo già consolidato; intervenire sul packaging può avere conseguenze che vanno oltre la confezione stessa.
Nel ruolo di Head of Sustainable Operations & Products, Philipp lavora proprio su queste connessioni: prodotto ed esperienza del cliente da una parte, efficienza e resilienza delle operazioni dall’altra.
È qui che sostenibilità e innovazione iniziano naturalmente ad avvicinarsi. Cercare soluzioni diverse significa mettere in discussione ciò che esiste, mantenendo allo stesso tempo la qualità e l’identità che rendono riconoscibile un prodotto.

E il lusso?
Per il mondo del lusso questa riflessione assume un significato particolare.
Un prodotto di lusso nasce per avere valore. Nella qualità, nell’esperienza, nell’attenzione dedicata alla sua realizzazione. Guardare alla sostenibilità significa aggiungere un’altra domanda: come viene costruito quel valore?
La risposta porta inevitabilmente dietro le quinte.
Porta ai materiali e al packaging, ma anche ai processi e alla capacità di un’organizzazione di guardare alla propria catena del valore nel suo insieme. Il prodotto che vediamo rimane il punto di arrivo; ciò che cambia è l’attenzione dedicata alla strada percorsa per arrivarci.
Il lavoro di Philipp mostra così una sostenibilità meno astratta, fatta di tante decisioni che, sommate, possono cambiare il modo in cui un prodotto viene pensato e realizzato.

Un’altra idea di craft
Nel percorso di Philipp Skal, il concetto di craft assume una dimensione contemporanea. Non riguarda soltanto ciò che vediamo nel prodotto finito, ma la conoscenza, le competenze e le decisioni che accompagnano tutto il processo che lo rende possibile.
Materiali, packaging, operations e catena del valore entrano così nello stesso racconto. Cambia la scala, ma rimane centrale l’attenzione per come qualcosa viene pensato, realizzato e portato fino al cliente. È proprio su questi aspetti che si concentra oggi il suo ruolo in Swarovski.
Ed è qui che il suo percorso incontra The Essence of Craft. Il craft può essere anche la capacità di conoscere un prodotto in profondità, comprenderne i processi e continuare a interrogarsi su come farli evolvere.
Innovazione, sostenibilità e cura diventano così parti dello stesso modo di guardare al prodotto e al suo futuro.

Il valore di ciò che non vediamo
Come Main Maker di The Essence of Craft 2026, Philipp Skal ha portato sul palco una riflessione che parte dal lusso e arriva a una questione molto più ampia: ciò che vediamo di un prodotto è soltanto l’ultima parte della sua storia.
Prima vengono le scelte.
Quelle sui materiali, sul packaging, sui processi e sul modo in cui un’organizzazione costruisce la propria catena del valore. Scelte che difficilmente saranno visibili tutte insieme nel prodotto finito, ma che contribuiscono a determinarne il valore.
Dopo quasi 25 anni trascorsi tra moda, gioielleria e lusso, è proprio su questa parte spesso invisibile che si concentra oggi il lavoro di Philipp.
Forse è anche da qui che passa il futuro del lusso: dalla capacità di continuare a creare oggetti capaci di emozionare e durare, prestando sempre più attenzione a tutto ciò che serve per renderli possibili.
Perché ogni prodotto ha una storia. E una parte importante di quella storia viene scritta molto prima che possiamo vederlo.






